Lo sapevi che latte e formaggi la aggravano?
Una dieta ricca di proteine animali acidifica l'organismo e incrementa la perdita urinaria di calcio dalle ossa.
Una dieta adeguata e una deacidificazione dell'organismo aiutata da acqua alcalina e/o integratori alcalini, contribuiscono a prevenire e rallentare l'osteoporosi.
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Osteoporosi: fattori di rischio, quadro clinico, diagnosi, prevenzione
L’osteoporosi è la più frequente malattia metabolica a carico dell’osso e una delle più importanti patologie legate all’età.
Il termine osteoporosi indica una riduzione del tessuto osseo rispetto al volume anatomico in presenza di un normale rapporto fra contenuto minerale e matrice organica.
La perdita di massa ossea è un fenomeno fisiologico connesso con l’invecchiamento: a partire dai 40-50 anni il tessuto osseo si riduce in entrambi i sessi e in misura maggiore nelle donne dopo la menopausa.
L’osteoporosi viene definita malattia quando si verificano fratture spontanee in assenza di traumi o quando la massa ossea, valutata con metodica mineralorimetrica (MOC), risulta inferiore a 2.5 deviazioni standard.
Fattori di rischio; - sesso femminile; - ereditarietà; - razza caucasica; - ridotto picco di massa ossea; - prolungati periodi di amenorrea; - menopausa precoce; - basso indice di massa corporea; - età avanzata; - fumo di sigaretta; - abuso di caffè, alcool, sale, zuccheri semplici; - farmaci corticosteroidi, anticonvulsivanti, anticoagulanti, diuretici; - dieta ricca di proteine animali; - sedentarietà.
Quadro clinico I pazienti con osteoporosi sono di norma asintomatici.
La prima avvisaglia è il dolore che può essere localizzato a livello del rachide toracico, lombare, al collo del femore e al polso, sostenuto da un cedimento dell’osso o da una vera e propria frattura. Subito dopo la menopausa (50-60 anni) le lesioni osteoporotiche interessano più frequentemente polso e vertebre; in età avanzata l’osso più a rischio di frattura diventa la regione prossimale del femore.
Diagnosi Le metodiche attualmente più usate sono: - esame radiologico tradizionale dello scheletro; - mineralometria ad assorbimento fotonico; - densitometria a raggi X; - agobiopsia ossea; - esami biochimici (calcemia, fosforemia, fosfatasi alcalina, calciuria, fosfaturia, vitamina D, osteocalcina).
Prevenzione e terapia La miglior terapia dei problemi legati all’invecchiamento dello scheletro è quella di costruirsi una buona massa ossea da giovani.
L’osso è un tessuto vitale e subisce un processo di rimodellamento attivo durante tutto l’arco della vita, ma la deposizione di sali di calcio non è sempre costante: è massima nella fase dell’accrescimento e culmina intorno ai 20-25 anni. Completata la maturazione scheletrica, il calcio non aumenta più la sua concentrazione nelle ossa; in età adulta possiamo solo mantenere il nostro patrimonio di calcio e tentare di rallentare la fisiologica perdita di massa ossea (osteoporosi) che progredisce con l’invecchiamento.
L’alimentazione, l’attività fisica e delle corrette norme igienico-ambientali sono fondamentali per raggiungere un buon picco osseo da giovani e per preservarlo nel corso della vita. Calcio, fosforo e vitamina D sono i micronutrienti fondamentali per costituirsi uno scheletro forte e sano.
I LARN (livelli di assunzione raccomandati di nutrienti) suggeriscono un apporto di calcio di 800-1000 mg/die fino ai 29 anni con un aumento a 1200 mg/die fra gli 11 e i 17 anni; in età adulta il fabbisogno è di 800 mg mentre negli uomini al di sopra dei 60 anni è di 1000 mg e di 1500 mg nelle donne in menopausa non in terapia estrogenica.
L’apporto di fosforo è uguale a quello di calcio e segue le stesse oscillazioni nelle varie fasce di età; quello di vitamina D varia da 0 a 15 mcg a seconda dell’esposizione ai raggi ultravioletti e alla sua sintesi endogena a partire dal colesterolo.
Bassi livelli di calcio predispongono all’insorgenza di alterazioni ossee (rachitismo nei bambini, osteoporosi ed osteomalacia negli adulti), aumentano il rischio di ipertensione, aritmie cardiache, demenza, crampi muscolari, difetti di coagulazione, malattie dentarie, ipercolesterolemia e, secondo recenti studi, anche di obesità.
Oltre a calcio, fosforo e vitamina D, altre sostanze meno conosciute, ma non meno importanti, intervengono nel metabolismo osseo e sono: vitamina K e boro: la prima stimola la conversione dell’osteocalcina nella sua forma attiva indispensabile per fissare gli ioni calcio nell’osso; il secondo partecipa all’attivazione metabolica delle vitamine E e D.
Relazione tra osteoporosi e acidosi
Il calcio viene immagazzinato nelle ossa, e all’occorrenza può essere mobilitato, per assicurare la neutralizzazione degli acidi.
Tra le donne asiatiche, che si nutrono in modo naturale e ricco di sostanze vitali, l’incidenza dell’osteoporosi è molto più bassa.
Lo scheletro umano è una riserva di calcio.
Quando il corpo ha un eccesso di acidi, preleva una certa quantità di calcio dalle ossa, rendendole fragili e soggette a rottura.
L’osso è costituito da calcio e fosforo, e quando si riduce il calcio, ciò che rimane è quasi tutto fosforo e l’osso si indebolisce.
L’uso prolungato dell’acqua alcalina aiuta a prevenire l’osteoporosi.
Inoltre, il calcio ionizzato presente nell'acqua alcalina contribuisce a riparare i danni avvenuti nell'osso a seguito di una demineralizzazione.
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L'importanza di una corretta alimentazione
Tra i fattori di rischio per l’insorgenza di osteoporosi, sedentarietà e scorrette abitudini alimentari sono quelli più importanti; fortunatamente sono anche i più facilmente influenzabili dalla correzione dello stile di vita.
In particolare, è stato dimostrato come diete ricche di proteine animali (più acide di quelle vegetali), sale, fosfati, caffeina ed alcool incrementino la perdita urinaria di calcio a differenza di quelle vegetariane ricche di cibi ad alto contenuto di potassio, fitoestrogeni e vitamina K che influenzano positivamente la salute dell’osso.
Allo stato attuale, l’incremento dell’assunzione di latte e derivati non è più auspicato per la prevenzione dell’osteoporosi (Harvard School of Public Health, 2007).
La dieta vegetariana (ovo-latto, ma anche vegana) è associata ad un più basso rischio di osteoporosi, verosimilmente imputabile ad una minor perdita di massa ossea in età adulta. Il diminuito apporto di proteine animali e di fosfati tipico dei soggetti vegetariani riduce elettivamente l’escrezione urinaria di calcio.
Sembra che soggetti vegetariani ed onnivori raggiungano il medesimo picco di massa ossea ai 25 anni, ma che i secondi vadano incontro a degenerazione osteoporotica molto più tardivamente e in modo meno marcato dei primi. Cibi Sì perché ricchi di calcio e privi di proteine animali acide: frutta fresca, verdura, frutta disidratata, semi oleaginosi, alghe, cereali integrali, legumi, aromi, latti vegetali fortificati, acque calciche Cibi no perché facilitano la demineralizzazione ossea per l’elevato contenuto di proteine animali: carni fresche, salumi, latte, formaggi, uova, pesce Assolutamente da non dimenticare l’attività sportiva! È stato dimostrato che un’ora di esercizio fisico moderato praticato 3 volte alla settimana (camminata a passo svelto, ballo, acquagym, corsa) previene la perdita di massa ossea.
La sedentarietà, l’abuso di caffè, di alcool e il fumo possono addirittura raddoppiare la percentuale di escrezione urinaria di calcio, aumentando la probabilità di sviluppare osteoporosi.
di Michela De Petris, Medico Chirurgo – Specialista in Scienza dell’Alimentazione
Latte e Formaggio
Il formaggio è un alimento molto ricco di calcio, ma anche di grassi saturi, colesterolo, proteine animali e sale.
Il suo frequente consumo promuove l’insorgenza delle malattie cardio-vascolari e della demineralizzazione ossea.
Soprattutto in presenza di osteoporosi si consiglia di LIMITARNE L'UTILIZZO a non più di 2 volte alla settimana, di NON mettere d’abitudine il grana sul primo piatto e di preferire i formaggi freschi e magri: ricotta, mozzarella, certosino, caprino..
Tutti i cibi di origine animale (in particolare latte, formaggio, carni, salumi) aumentano l’acidità del sangue ed inducono l’osso a rilasciare calcio per tamponare il fenomeno, promuovendo ed aggravando l’osteoporosi.
L’assunzione del calcio può essere incrementata (senza aumentare quella delle proteine animali responsabili dei fenomeni di demineralizzazione ossa) attraverso il consumo quotidiano di acque calciche, legumi, verdura, frutta, semi oleaginosi e cereali integrali.
di Michela De Petris, Medico Chirurgo – Specialista in Scienza dell’Alimentazione
Consigli utili
Per la prevenzione e la cura dell’osteoporosi è di fondamentale importanza: - svolgere regolarmente e per almeno 30 minuti a seduta, un tipo di attività fisica che sottoponga a carico le ossa: passeggiate, ballo, bicicletta, acquagym, pattinaggio, pesistica, sci di fondo. il nuoto e la ginnastica dolce vanno bene per tenere tonica la muscolatura e sciolte le articolazioni, ma non servono per prevenire e migliorare la demineralizzazione ossea;
- assumere cibi ricchi di calcio e poveri di proteine animali;
- limitare l’uso dello zucchero bianco, di canna e del sale; - non bere alcolici;
- non fumare;
- esporre quotidianamente la pelle alla luce solare: la vitamina D viene sintetizzata a livello cutaneo per azione dei raggi ultravioletti e aumenta l’assorbimento intestinale del calcio;
- invece del formaggio grattugiato, si possono utilizzare: sui secondi e sulle verdure: un cucchiaino di semi di sesamo o di tahin (crema di sesamo); lievito alimentare in scaglie; gomasio (semi di sesamo tostati con sale); farina di mandorle;
- in alternativa al formaggio fresco: tofu rosso, al basilico o mandorle e sesamo (Taifun)
- in alternativa al latte vaccino, si possono utilizzare:
latte di riso alla mandorla; latte di riso malto-mandorla; latte di farro o di kamut; latte di mandorla o di nocciola al naturale;
- in alternativa al burro (da spalmare o da usare come condimento): crema di sesamo o tahin chiaro; crema di mandorle;
- bere 1.5 – 2 litri/giorno di acque calciche-iposodiche;
- se gradito, consumare 1 volta/settimana la zuppa di pesce: far cuocere molto bene il pesce in modo che si sciolga nel brodo e che sia possibile mangiare anche testa e lische ricchissime di calcio.
di Michela De Petris, Medico Chirurgo – Specialista in Scienza dell’Alimentazione
Una ricetta golosa e ricca di calcio: hummus di ceci con crostini
Ingredienti
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200 gr. di ceci lessati 70 gr. di tahin (crema di sesamo) 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva 3 cucchiai di acqua il succo di 1 limone (facoltativo) 1 pizzico di sale 1 spicchio di aglio (facoltativo) qualche fogliolina di prezzemolo per guarnire
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Preparazione
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Lasciate in ammollo i ceci per una notte, lessateli e fateli raffreddare (in alternativa potete usare i ceci già cotti).
Mettete tutti gli ingredienti nel frullatore e preparate una crema omogenea (ammorbiditela con un po’ di acqua se risultasse troppo densa).
Spalmate l'hummus su delle fette di pane tostato o dei crostini e spolverizzate il tutto con prezzemolo tritato.
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di Michela De Petris, Medico Chirurgo – Specialista in Scienza dell’Alimentazione
Alimenti ricchi di calcio
| Verdure |
|
Mg di Calcio su 100 grammi di prodotto |
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Tarassaco o dente di leone |
316 |
 |
Rucola |
310 |
 |
Spinaci surgelati |
170 |
|
Cicoria |
150 |
|
Radicchio verde |
115 |
|
Broccoletti |
97 |
|
Cardi |
96 |
|
Indivia |
93 |
|
Carciofi |
86 |
|
Bieta |
67 |
|
Cavolo cappuccio |
60 |
| Aromi |
|
Mg di Calcio su 100 grammi di prodotto |
 |
Salvia |
600 |
 |
Rosmarino |
370 |
 |
Basilico |
250 |
|
Prezzemolo |
220 |
|
Menta |
210 |
| Frutta Fresca |
|
Mg di Calcio su 100 grammi di prodotto |
 |
Ribes |
60 |
 |
Lamponi |
49 |
 |
Arance |
49 |
|
Fichi |
43 |
|
Mirtilli |
41 |
|
More |
36 |
|
Fragole |
35 |
| Frutta e Semi |
Oleaginosi |
Mg di Calcio su 100 grammi di prodotto |
 |
Semi di sesamo |
670 |
 |
Mandorle |
240 |
 |
Nocciole |
150 |
|
Pistacchi |
131 |
|
Arachidi |
64 |
|
Noci |
61 |
|
Pinoli |
40 |
| Farine e Riso |
|
Mg di Calcio su 100 grammi di prodotto |
 |
Riso Integrale |
32 |
 |
Farina di Frumento tipo 0 integrale |
28 |
 |
Riso Brillato |
24 |
|
Farina di Frumento tipo 0 |
18 |
|
Farina di Frumento tipo 0 |
17 |
| Legumi |
|
Mg di Calcio su 100 grammi di prodotto |
 |
Ceci secchi |
142 |
 |
Fagioli secchi |
135 |
 |
Fave secche |
90 |
|
Piselli secchi |
48 |
|
Piselli freschi |
45 |
|
Fagioli freschi |
44 |
|
Fave fresche |
22 |
|
Piselli surgelati |
20 |
| Pesci, |
Molluschi,Crostacei
|
Mg di Calcio su 100 grammi di prodotto |
 |
Lattarini |
890 |
 |
Ostrica |
186 |
 |
Acciuga o alice |
148 |
|
Calamari |
144 |
|
Polpo |
144 |
|
Granchio |
120 |
|
Gambero |
110 |
|
Coregone |
89 |
|
Cozze |
88 |
|
Corvina |
74 |
|
Mormora |
70 |
|
Aringa |
63 |
|
Scorfano |
61 |
|
Aragosta |
60 |
|
Trota |
50 |
|
Sgombro |
38 |
|
Tonno |
38 |
|
Rombo |
38 |
|
Dentice |
38 |
|
Carpa |
34 |
|
Sarda |
33 |
| Carni |
|
Mg di Calcio su 100 grammi di prodotto |
 |
Coniglio |
22 |
 |
Gallina |
15 |
 |
Vitello |
14 |
|
Pollo |
5 |
|
Manzo |
5 |
di Michela De Petris, Medico Chirurgo – Specialista in Scienza dell’Alimentazione
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